Dialogo sulla pianificazione territoriale alpina: atti del convegno annuale CIPRA 2025

In che modo la pianificazione territoriale alpina può attenuare i conflitti di utilizzo tra transizione energetica e ripristino della natura? La questione è stata al centro del convegno annuale della CIPRA 2025 a Salisburgo. Gli atti del convegno, ora disponibili, riassumono le conclusioni e le raccomandazioni principali, fornendo spunti per un processo in costante progressione.

Particolare rilievo è stato attribuito all’importanza di una partecipazione aperta e di alta qualità, che integri la responsabilità politica senza sostituirla. La pianificazione territoriale deve essere intesa come un campo d’azione trasformativo che integri le esigenze e le conoscenze locali, utilizzi un linguaggio chiaro e si basi su fondamenti giuridici vincolanti. Le discussioni hanno riguardato in particolare il radicamento delle infrastrutture verdi e la designazione congiunta di zone prioritarie e zone di esclusione. È inoltre opportuno sfruttare maggiormente il potenziale della Convenzione delle Alpi e dell’EUSALP.

In collaborazione con la rete AlpPlan dell’Accademia per lo sviluppo territoriale della Leibniz-Gemeinschaft, la CIPRA ha elaborato raccomandazioni normative in materia di politica e pianificazione, che spaziano da chiare procedure di partecipazione al miglioramento delle dotazioni delle autorità di pianificazione territoriale, fino all’attuazione della RED III e del regolamento UE sul ripristino della natura. Nell’ambito del programma di presidenza EUSALP 2025, i risultati costituiscono una base importante per l’ulteriore sviluppo della pianificazione territoriale alpina.